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Chi Siamo

Surfing PGS parte come un’ Alleanza di liberi appassionati surfisti per una nuova avventura.
 
Ci occuperemo di promozione sportiva a tutela e salvaguardia dell’ambiente, con iniziative sociali, culturali ed ecologiche, collegate al mare, all’ambiente e alle tradizioni del grande popolo del Mediterraneo. Questa Alleanza nasce per una promozione sportiva più vicina ed accessibile a tutti gli amanti del surf.

Mission

Il settore SURFING PGS, sarà un’alleanza di appassionati, aperta a tutti gli amanti del mare che intendono divertirsi, praticare e promuovere il surf nel rispetto delle finalità sociali.

Non avremmo altro punto di riferimento che noi stessi e quel che ci sentiremo di fare, per vivere la nostra passione insieme. Ambiente, divertimento e cultura surfistica sono temi fondamentali.

La Storia

Ci sembra importante, nonché doveroso, che anche i più giovani appassionati, sempre più numerosi, abbiano la possibilità di sapere chi e come il surf è approdato sulle nostre spiagge, gli sforzi e le energie spese dai pionieri di questo sport fantastico che grazie a loro è oggi la realtà che tutti conosciamo. 
 
Il surf italiano è iniziato nei primi anni ’80, con la nascita del primo surf club italiano, l’Italia Wave Surf Team (autunno 1981), fondato a Viareggio da Alessandro Dini e un gruppo di amici, i primi pionieri nella loro regione. Nel 1987 tale club partecipò al primo Europeo (Les Sables D’Olonne, Francia), nel 1988 al primo mondiale ISA a Puerto Rico.
Nel 1991 l’ I.W.S.T. si trasformò in A.S.I. (Associazione Surfisti Italiani) che rapidamente raggruppò vari altri surf club nel frattempo nati nel Lazio, in Sardegna, Liguria, Emilia e perfino Lombardia. Nel 1993 si tenne il primo circuito italiano riconosciuto da tutti i club italiani, la finale si svolse a giugno a Santa Marinella (nello spot come Banzai). In pochi anni, la ASI crebbe talmente che nel maggio del 1987 il CONI la riconobbe quale Disciplina Associata, con tanto di riconoscimento e contributi. Il nome, per stesso volere del CONI venne cambiato in Fi.Surf (Federazione Italiana Surfing).
 
Essa ha sempre goduto, fin dal 1988, anche del riconoscimento della ISA (International Surfing Association) quale unico “affiliated member” per l’Italia. Tranne un breve periodo di crisi, corrispondente alla nascita di Surfing Italia (fondata da surf club non contenti della gestione della FI.Surf circa l’attività sul territorio italiano) e alla perdita del riconoscimento quale Disciplina Associata CONI, la Fisurf ha mantenuto il riconoscimento della ISA per oltre venti anni, organizzando annualmente i circuiti nelle varie discipline surf (shortboard, longboard, bodyboard e anche SUP) e partecipando alle competizioni internazionale ISA e Eurosurf, con buoni risultati, compatibilmente al mancato riconoscimento e appoggio del CONI.

Nelle varie fasi, la presidenza e il consiglio federale Fi.Surf, sia nel bene che nel male, sono stati rappresentati da noti e appassionati personaggi provenienti dal mondo del surf. Parliamo di personaggi ben noti ai surfisti meno giovani, quali: Alessandro Dini, Graziano Lai,  Carlo Piccinini, Leonardo D’Angelo, Fabio D’Anna, Alberto Frugoli, Alessandro Di Spirito, Gennaro Capasso, Edoardo Bachi,  Maurizio Spinas, e molti altri, troppi per essere nominati tutti, ma ai quali va il nostro unanime ringraziamento.
Nel 2017 il CONI ha deciso che il surf doveva andare sotto la FISW (Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard) con sede a Milano.
Dal 2017 ai giorni nostri

Nel 2017, dopo che il CIO annunciò l’inserimento del Surf tra le nuove discipline olimpiche, il Presidente del CONI decise di passare il surf alla Federazione Sci Nautico e Wakeboard (Fisw), la quale ha purtroppo ignorato il passato e le competenze all’interno della Fi.Surf, preferendo attingere dal mondo del kite, del windsurf, non utilizzando neppure una delle persone che tanto avevamo dato al panorama e alla crescita del surf italiano. Il focus della Fisw si è comprensibilmente centrato quasi completamente sull’aspetto agonistico, forse per assenza di budget, forse per propria scelta.

Sta di fatto che la promozione dello sport alla base, ma soprattutto il vero spirito del surf, si sono un po’ perduti. Ed è proprio questo spazio che intendiamo recuperare: la condivisione, il divertimento, la storia, la cultura, la protezione dell’ambiente, e… much more.

Non intendiamo contrapporci a niente e nessuno, il nostro intento è quello di riempire dei vuoti che a nostro parere esistono rispetto alla base, ai principianti, agli appassionati di surf non interessati all’aspetto agonistico, rispetto a tutte quelle persone che desiderano imparare o migliorare il loro livello, condividere momenti di gioia e serenità, avere consigli di ogni tipo: a partire dalle attrezzature più adatte ai loro bisogni, alle località e strutture più adatte per i loro surf-trips, evitandogli spese inutili o completamente errate.

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